Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha fornito il giudizio più netto sulla situazione internazionale finora fornito da un rappresentante delle istituzioni europee, sottolineando nel suo discorso agli ambasciatori dell’UE a Bruxelles che l’Europa difenderà sempre l’ordine internazionale basato sulle regole, senza discostarsi dai suoi principi fondamentali. Le parole del politico socialista portoghese si discostano dall’approccio delineato allo stesso evento solamente il giorno prima dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che non ha espresso parole di condanna nei confronti degli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, invitando l’UE ad assumere una posizione più assertiva.

Dal canto suo, Costa ha affermato che l’Unione non dovrebbe tollerare “violazioni del diritto internazionale”, citando Stati Uniti, Russia e Cina come forze dirompenti, dal commercio alla sicurezza. Pur riconoscendo al pari di von der Leyen, che il mondo sta cambiando, ha affermato che l’UE non dovrebbe però discostarsi dai suoi principi fondamentali. Al contrario, l’Unione dovrebbe raddoppiare gli sforzi.

“Conosciamo la nuova realtà, una realtà in cui la Russia viola, la Cina interrompe il commercio e gli Stati Uniti sfidano l’ordine internazionale basato sulle regole”, ha affermato il presidente del Consiglio europeo.

Per Costa, l’UE deve “perseguire una politica estera multidimensionale”, avendo in mente che è nel suo interesse “evitare un’ulteriore frammentazione mondiale”. L’ex premier portoghese ha parlato di una politica estera europea che deve essere basata sui trattati dell’UE e alla Carta delle Nazioni Unite, ribadendo la necessità di denunciare le varie violazioni del diritto internazionale che stanno caratterizzando lo scenario geopolitico in Occidente.

“Dobbiamo difendere l’ordine internazionale basato sulle regole. Dobbiamo sostenere i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, come delineati nei nostri Trattati. Le violazioni del diritto internazionale non devono essere tollerate, che si tratti di Ucraina, Groenlandia, America Latina, Africa, Gaza o Medio Oriente. Le violazioni dei diritti umani non devono essere tollerate, che si tratti di Iran, Sudan o Afghanistan”, ha affermato con chiarezza il presidente Costa.

“La guerra in Medio Oriente – ha aggiunto – è motivo di estrema preoccupazione”, sottolineando che “l’Iran è senza dubbio responsabile delle cause profonde di questa situazione”, ma affermando al contempo che “l’unilateralismo non potrà mai essere la strada giusta”.

Lanciando un appello alle parti a tornare al tavolo dei negoziati, Costa ha affermato che l’UE è al fianco del popolo iraniano, da tempo sofferente. “Sosteniamo il suo diritto a vivere in pace e a determinare autonomamente il proprio futuro. Crediamo che i suoi diritti umani e le sue libertà debbano essere pienamente rispettati”, ha affermato. “Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe. Solo il diritto internazionale li tutela. Proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale”, ha ribadito Costa, secondo cui quanto sta accadendo “minaccia il Medio Oriente, l’Europa e oltre”.

Von der Leyen agli ambasciatori UE: l’Europa non può più custodire il vecchio ordine mondiale

La Russia è l’unico Paese che trae vantaggio dalla guerra

Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha poi affermato che al momento è la Russia l’unico Paese che sta traendo vantaggio dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, mentre i prezzi globali dell’energia aumentano vertiginosamente e l’attenzione viene distolta dal conflitto quadriennale di Mosca con l’Ucraina. “Finora, c’è un solo vincitore in questa guerra: la Russia”, ha detto Costa in un discorso tenuto martedì agli ambasciatori dell’Unione Europea a Bruxelles.

“Ottiene nuove risorse per finanziare la sua guerra contro l’Ucraina con l’aumento dei prezzi dell’energia. Trae profitto dallo spostamento di risorse militari che altrimenti avrebbero potuto essere inviate a sostegno dell’Ucraina. E beneficia della ridotta attenzione al fronte ucraino, mentre il conflitto in Medio Oriente diventa centrale”, ha sottolineato il presidente del Consiglio europeo.

L’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran lo scorso 28 febbraio ha innescato all’inizio di questa settimana il più grande aumento dei prezzi del petrolio dai tempi delle turbolenze seguite all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. In 12 giorni la guerra si è rapidamente intensificata in tutta la regione, con le forze iraniane che hanno reagito contro obiettivi statunitensi e israeliani, nonché contro i Paesi del Golfo, comprese le infrastrutture petrolifere, giungendo a colpire anche Cipro e la Turchia. L’Iran, che controlla insieme all’Oman la parte più stretta dello Stretto di Hormuz, ha praticamente bloccato i flussi di petrolio e gas naturale, facendo salire i prezzi del carburante e minacciando ripercussioni di vasta portata su diverse industrie.

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